STORIA DI UN CORPO

Amo sviluppare la mia coscienza per capire perché sono vivo, cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell’universo.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.
A.J.

 

La storia della nostra vita è interamente una storia di consapevolezza.

Sin da quando veniamo al mondo non facciamo altro che approfondire la comprensione di chi siamo, finché giungiamo al momento in cui il nostro corpo e la nostra anima coincidono e finalmente riusciamo “a dare del tu a noi stessi nel senso più profondo”, come scriveva Kierkegaard.

Chi fa questa esperienza di sé, attraverso la scoperta dei propri talenti e insieme dei propri limiti, rinasce nella pienezza. Conoscere se stessi vuol dire infatti partorire se stessi, riproducendo l’armonia della sapienza creatrice. Così anche il tramonto, la fine della vita, possono trovare quel senso di perfetta compiutezza che è propria del cerchio che si chiude.

Questo menu ripercorre sotto il profilo scientifico e sotto quello spirituale le tappe della nostra vita.
E quelle di una ricerca, che, pur essendo universale, trova il suo compimento nel percorso personale di ognuno di noi, costellato di momenti intimi e di sentimenti privati. Potrà capitarvi, affrontandolo, di sentirvi toccati, forse persino turbati, da qualche passaggio della loro trasposizione simbolica, ognuno in relazione alla propria esperienza e alla propria sensibilità.

“I nostri sentimenti per le persone influenzano le nostre papille gustative?”, si chiedeva Daniel Pennac in Storia di un Corpo. Questo, forse, lo scoprirete da soli. Il nostro desiderio è semplicemente quello di rappresentare, dall’inizio alla fine, la miracolosa bellezza, l’esatta perfezione della vita. E, con essa, di interrogarvi ed emozionarvi, facendo sì che possiate portar via – come dovrebbe sempre saper fare la buona cucina – qualcosa da custodire nel cuore.